Il riscatto laurea è uno strumento previdenziale molto interessante per chi vuole anticipare l’età pensionabile e aumentare il proprio assegno futuro. Con il riscatto agevolato, introdotto dal Decreto Legge 4/2019, è possibile farlo a costi contenuti, ma conviene davvero?
Vediamo insieme come funziona, quanto costa, chi può beneficiarne e quando vale la pena farlo.
Il riscatto laurea agevolato consente di valorizzare ai fini pensionistici gli anni di studio universitario, pagando un importo forfettario calcolato con un metodo più vantaggioso rispetto al riscatto ordinario.
Possono usufruirne tutti coloro che hanno:
versamenti nella gestione INPS (dipendenti, autonomi, gestione separata);
periodi di studio universitario successivi al 1996 (sistema contributivo puro);
titolo di studio riconosciuto (laurea triennale, magistrale, master universitari di primo e secondo livello, dottorato di ricerca).
Quando si parla di riscatto della laurea, è importante distinguere tra riscatto ordinario e riscatto agevolato, perché le differenze non sono solo nel costo, ma anche nel metodo di calcolo e nei benefici fiscali.
Il riscatto ordinario si basa sul reddito effettivo del richiedente. In pratica, più alta è la retribuzione o il reddito dichiarato, più elevato sarà il costo per riscattare gli anni di laurea. Questo metodo può risultare oneroso, specialmente per chi ha già un reddito medio-alto. Tuttavia, l’importo pagato è completamente deducibile dal reddito imponibile, con un beneficio fiscale importante per chi ha capienza fiscale elevata.
Il riscatto agevolato, invece, non tiene conto del reddito personale ma si basa su un valore fisso legato al minimale contributivo stabilito dall’INPS (nel 2024 circa 18.415 euro annui). L’onere viene calcolato applicando a questo importo l’aliquota contributiva (33%), con la possibilità di detrarre il 50% di quanto versato direttamente dall’IRPEF. È quindi una formula più semplice e prevedibile, particolarmente vantaggiosa per i giovani lavoratori o per chi ha redditi più bassi.
In sintesi: il riscatto ordinario può convenire a chi ha un reddito elevato e vuole massimizzare la deduzione fiscale; il riscatto agevolato è più vantaggioso e semplice per chi desidera un costo certo, rateizzabile e un recupero fiscale immediato.
Il costo del riscatto agevolato è fisso e viene calcolato sulla base del minimale contributivo degli artigiani e commercianti (per il 2024, circa 18.415 euro annui).
La formula è:
Riscatto = aliquota contributiva vigente (33%) x reddito minimale INPS x numero di anni
👉 Esempio pratico:
4 anni di laurea riscattati = 33% x 18.415 x 4 = circa 24.300 euro totali
Attenzione: il costo può essere detratto fiscalmente fino al 50%, portandolo a un onere reale di circa 12.150 euro netti.
In un’unica soluzione;
Oppure fino a un massimo di 120 rate mensili senza interessi.
✅ Anticipare l’accesso alla pensione (gli anni riscattati valgono come contributi effettivi);
✅ Aumentare l’importo della pensione futura;
✅ Sfruttare i benefici fiscali: il 50% della spesa è detraibile dall’IRPEF;
✅ Nessun limite di età o di reddito;
✅ Possibilità di versare a rate senza interessi.
Conviene riscattare la laurea agevolata se:
Si ha una carriera lavorativa stabile e si sa di voler raggiungere i requisiti pensionistici contributivi;
Si desidera anticipare la pensione;
Si ha la possibilità di sostenere l’esborso economico, beneficiando delle detrazioni fiscali;
Si è giovani: prima si fa il riscatto, meno pesa.
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