Il piano ispettivo del Garante Privacy per il primo semestre 2025: su cosa si concentreranno i controlli e cosa devono fare le imprese

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Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato il piano delle attività ispettive per il primo semestre 2025. Si tratta di un documento strategico fondamentale per tutte le imprese, poiché indica chiaramente le aree di maggior interesse e i settori che saranno oggetto di controlli nei prossimi mesi. Sapere in anticipo su cosa si concentreranno le verifiche consente alle aziende di prepararsi, evitare sanzioni e rafforzare la propria compliance privacy.

Quali saranno i principali focus del Garante Privacy nel 2025

Secondo quanto pubblicato dal Garante Privacy (fonte ufficiale), il piano ispettivo si concentrerà su alcune aree sensibili:

  1. Trattamento dei dati personali da parte di piattaforme online e app mobili: particolare attenzione sarà dedicata alle modalità di raccolta, gestione e conservazione dei dati tramite app e piattaforme digitali. Questo riguarda soprattutto cookie, profilazione, consenso informato e gestione delle informative privacy.

  2. Controlli sul trattamento dei dati in ambito lavorativo e controllo a distanza dei dipendenti: un settore su cui il Garante ha già emesso provvedimenti significativi. Le imprese dovranno verificare di essere in regola con informative aggiornate, DPIA (valutazioni d’impatto), minimizzazione dei dati e rispetto dei limiti di conservazione.

  3. Trattamenti di dati biometrici: verranno verificate la legittimità delle basi giuridiche utilizzate e l’adeguatezza delle misure di sicurezza per i sistemi che utilizzano impronte digitali, riconoscimento facciale o vocale.

  4. Sanità e settore pubblico: particolare attenzione sarà posta sui trattamenti effettuati da enti pubblici e strutture sanitarie, soprattutto in relazione alla gestione delle cartelle cliniche elettroniche, alla telemedicina e alla protezione dei dati sensibili.

  5. Attività di marketing e profilazione: il Garante effettuerà verifiche sulle modalità di gestione delle attività promozionali, con attenzione particolare al consenso, alla gestione delle liste di contatto e alle modalità di disiscrizione.

  6. Conservazione dei dati e rispetto dei principi di minimizzazione: saranno analizzati i periodi di conservazione dei dati dichiarati nelle informative privacy e la coerenza con le effettive modalità operative aziendali.

Come prepararsi per affrontare i controlli

Alla luce di questo piano ispettivo, le imprese devono mettere in atto una serie di attività per tutelarsi e arrivare pronte ad eventuali controlli:

  • Aggiornare le informative privacy, assicurandosi che siano chiare, complete e coerenti con i trattamenti effettivamente svolti.

  • Verificare e, se necessario, aggiornare il registro dei trattamenti, includendo tutti i trattamenti previsti e aggiornando i riferimenti normativi.

  • Effettuare una DPIA (Data Protection Impact Assessment) per tutti i trattamenti che comportano rischi elevati, in particolare per il controllo a distanza dei lavoratori e i sistemi di videosorveglianza.

  • Monitorare i periodi di conservazione dei dati: i dati devono essere conservati solo per il tempo strettamente necessario e le tempistiche dichiarate devono corrispondere alla realtà.

  • Controllare la gestione dei cookie e del tracciamento online: il consenso deve essere libero, informato e revocabile in qualsiasi momento.

  • Formare dipendenti e collaboratori: la cultura della protezione dei dati deve essere condivisa in azienda, soprattutto per chi gestisce dati personali in modo diretto.

Perché è importante non sottovalutare il rischio ispettivo

Il Garante Privacy non solo ha poteri ispettivi diretti, ma può avvalersi anche della Guardia di Finanza – Nucleo Speciale Privacy – per effettuare controlli a sorpresa. Le sanzioni, in caso di violazioni, possono arrivare fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato mondiale annuo. Oltre all’aspetto economico, una violazione può comportare gravi danni reputazionali e la pubblicazione sul sito ufficiale del Garante.

Conclusioni: un’opportunità per migliorare la compliance

Il piano ispettivo del Garante Privacy per il primo semestre 2025 non deve essere visto solo come un rischio, ma come un’occasione per fare il punto sulle proprie procedure, correggere eventuali carenze e allinearsi alle best practice in materia di protezione dei dati. Le aziende che si muoveranno per tempo potranno trasformare un obbligo normativo in un elemento di affidabilità e valore competitivo.

Affidarsi a un DPO certificato o a un consulente esperto in privacy può fare la differenza tra subire un controllo e gestirlo con tranquillità. Il momento per agire è adesso: la compliance non si improvvisa.

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