Le Linee guida del Ministero del Lavoro per la formazione finanziata dal FSE+ finalizzata alla certificazione della parità di genere, nell’ambito dei Fondi europei 2021–2027
Nel ciclo di programmazione 2021–2027, la parità di genere è riconosciuta come uno dei principi orizzontali dei Fondi europei, in forza dell’art. 9 del Regolamento (UE) 2021/1060, che disciplina le disposizioni comuni sui fondi strutturali. Tale principio deve essere integrato in tutte le fasi dei Programmi cofinanziati, dalla pianificazione all’attuazione, fino al monitoraggio, rendicontazione e valutazione.
Questa centralità si riflette anche nelle condizioni abilitanti per il FESR e il FSE+, con riferimento all’obiettivo strategico 4, incentrato sulla realizzazione del Pilastro europeo dei diritti sociali. In particolare, è richiesta l’adozione di un quadro strategico nazionale per la parità di genere, come prerequisito per l’accesso ai fondi.
Il Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) assume un ruolo determinante nel perseguimento della parità di genere, sia finanziando interventi specifici, sia attraverso un approccio trasversale (gender mainstreaming) che permea l’intera architettura della programmazione.
In questo contesto, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, insieme alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le pari opportunità, con il supporto dell’INAPP e delle Regioni, ha elaborato le Linee Guida per l’accesso al Fondo per la formazione propedeutica alla certificazione della parità di genere.
Flessibilità e integrazione: fornire uno strumento non vincolante che si integri con i percorsi territoriali già attivati.
Incentivare la progettazione formativa: favorire la pianificazione di percorsi funzionali alla certificazione, con attenzione ai contenuti richiesti sugli asset strategici (KPI).
Supportare l’attuazione: proporre soluzioni procedurali e strumenti esemplificativi di facile utilizzo per le amministrazioni regionali.
Le indicazioni si basano su criteri fondamentali come:
Sostegno alle politiche per la parità di genere, calibrato sulle specificità territoriali;
Complementarità con iniziative esistenti;
Coerenza con i meccanismi di accompagnamento e supporto;
Rispondenza alle esigenze delle imprese;
Conformità al quadro normativo e alla programmazione comunitaria e nazionale;
Fattibilità economico-organizzativa, in base alle risorse disponibili.
Il modello suggerito per la formazione è modulare, a complessità crescente, e calibrato su:
Livello di governance dell’impresa;
Profilo delle risorse umane coinvolte;
Specificità territoriali, settoriali e produttive;
Grado di maturità delle imprese rispetto ai temi della parità di genere.
I moduli possono includere:
Formazione introduttiva sul processo di certificazione;
Approfondimento delle sei aree di KPI previste dalla normativa;
Analisi tecnica degli indicatori, con focus operativo.
Non sono previste restrizioni rigide sulle modalità di erogazione della formazione: può avvenire anche interamente a distanza (FAD), purché si adottino modalità coerenti con gli obiettivi e si garantisca accessibilità, efficacia e inclusività.
Le Linee guida rappresentano uno strumento strategico per rafforzare la cultura della parità di genere nel mondo del lavoro, sostenere la certificazione di parità e garantire che le risorse europee siano impiegate in modo coerente e impattante. La collaborazione tra Ministero, Regioni e organismi tecnici testimonia un approccio multilivello che punta alla trasformazione culturale delle imprese, a partire dalla formazione del capitale umano.
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